
Ai non genovesi la Scià (Signora) Maria e le sue tovaglie a quadri bianchi e rossi non diranno nulla: per gli altri, invece, rappresenta un pezzo di storia di Genova che se n’è andata.
Scià Maria, il cui nome per esteso era Maria Manté, era proprietaria della omonima trattoria in vico Testadoro 15, nel centro di Genova tra via XXV Aprile e Via Roma, ad un passo dal Teatro Carlo Felice e da Via Garibaldi, sede del Comune: trattoria intesa nel vero senso della parola, senza tante pretese (tovaglia a quadri bianca e rossi che veniva girata dall’altra parte per non essere cambiata
oppure posate spaiate o bicchieri diversi).
Al di là di questo, si mangiavano – a prezzi molto economici – i tipici piatti liguri: trenette al pesto, ravioli, cima, polpo e patate, buridda e coniglio al verde.
Chi c’è stato almeno una volta sa di cosa sto parlando: cibo buono, prezzo buono e atmosfera da vecchia Genova.
I funerali si terranno domani alle ore 11:45 nella parrocchia di Santa Maria delle Vigne nel cuore del centro storico.
10 ottobre 2008 alle ore 00:12
Che grande signora la Maria! Quante serate indimenticabili abbiamo passato da lei, davanti ad un piatto di ravioli, di ripieni, di buridda!… E soprattutto indimenticabile e’ l’atmosfera che si respirava li’: un capionario umano inimmaginabile! Dal gran signore all’operaio, dall’artista al professionista, spesso abbiamo intrecciato amicizie improvvisate e indimenticabili. Maria ci mancherai!
10 ottobre 2008 alle ore 08:31
Ciao Antonella e ciao Gianni, grazie per aver lasciato un commento.